LUNEDI’ 25 NOVEMBRE ORE 21,15 ANTEPRIMA MONDIALE IN FORMA SEMISCENICA DELLA VIRGINIA DI NICOLA VACCAJ
In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lunedì 25 novembre, alle ore 21.15 andrà in scena al Teatro Nicola Vaccaj, l’anteprima mondiale dell’opera lirica “Virginia” scritta da Nicola Vaccaj su libretto di Camillo Giuliani.
L’evento è promosso dal Comune di Tolentino, dalla Commissione Consiliare Pari Opportunità, dallo Sportello di ascolto contro la violenza di genere, dall’istituto d’istruzione superiore Filelfo, dalla Eclissi Eventi e da Incontri d’Opera.
I biglietti di ingresso (5 euro) sono in vendita su Vivaticket, nelle biglietterie del circuito Amat e presso il botteghino del Teatro nei giorni di apertura.
Lo spettacolo è stato presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa dal Vicesindaco Silvia Luconi, dall’Assessore alla Cultura Silvia Tatò, dal Presidente della Commissione alle Pari Opportunità Moira Prioretti e dai protagonista dell’opera, il soprano Agnese Gallenzi, il baritono David Bartolucci e il tenore Massimiliano Luciani.
Virginia è l’ultima opera scritta dal celebre compositore-maestro di canto di Tolentino: Nicola Vaccaj, nel 1845. L’opera di argomento storico fu accolta all’epoca con un successo che l’autore stesso definì… “strepitoso”. Virginia debutta al “Teatro Apollo” di Roma – il teatro sorgeva a ridosso del Tevere all’altezza di Castel Sant’Angelo, oggi non esiste più…fu distrutto nel 1888 e mai più ricostruito. Virginia, che ebbe un’unica ripresa a Pesaro l’anno successivo diretta da Vaccaj in persona, è scomparsa dalle scene per oltre 170 anni, per riapparire oggi 25 Novembre 2019 – in anteprima mondiale – proprio a Tolentino, città natale di Vaccaj e proprio nel teatro a lui dedicato.
La vicenda di Virginia, giunge dal passato, dalla Roma Repubblicana, è la storia vera di un amore violato: l’amore tra il giovane Lucio Icilio, tribuno della plebe nel 449 a.C., ed una giovinetta, Virginia di origine plebea, la cui bellezza aveva destato l’interesse del potente Appio Claudio console e decemviro romano. L’episodio di Virginia, lo rileva lo stesso Tito Livio, ricalca da vicino quello di Lucrezia (la giovane violentata dal figlio del re Tarquinio il Superbo, che in seguito al crimine perse il regno e fu cacciato da Roma). La bellezza della musica di Vaccaj si unisce al tema storico e morale in uno spettacolo di alto contenuto artistico e culturale, che non a caso andrà in scena nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
La regia dello spettacolo è affidata al musicologo Paolo Santarelli, curatore anche delle narrazioni storico-musicali che introdurranno i vari quadri musicali. Le scenografie sono opera degli allievi scenografi del Liceo artistico “Preziotti – Licini” di Fermo che insieme alle danzatrici e figuranti del Liceo Coreutico “Filelfo” di Tolentino arricchiranno lo spettacolo con scene di ballo e parate militari. Nel ruolo della protagonista: il soprano Agnese Gallenzi; Icilio giovane innamorato di Virginia sarà il tenore Tommaso Mangifesta; nel ruolo di Appio Claudio il baritono Davide Bartolucci; Numitoria il soprano Patrizia Perozzi; Virginio il basso Alessandro Battiato e Marco il tenore Massimilano Luciani. Al pianoforte il Maestro Concertatore Davide Martelli. Costumi storici e direzione artistica sono stati curati dall’Associazione “Incontri d’Opera” di Fermo, organizzazione e logistica dall’agenzia “Eclissi Eventi”.
La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per la prima volta, fu istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Da allora, rappresenta il momento più importante dell’anno per parlare, informare e sensibilizzare su questo grave problema. Che riguarda tutti i Paesi del mondo.
La violenza sulle donne ha molti volti; dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica.
In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su. Il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.
Un atto di violenza contro le donne può accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Sono spesso i partner o gli ex partner a commettere gli atti più gravi: in Italia sono, infatti, responsabili del 62,7% degli stupri. Una lunga scia di violenza che può culminare con l’estrema conseguenza: il femminicidio. Nel 38% dei casi di omicidi di donne, il responsabile è, ancora una volta, il partner.
Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una data scelta non a caso. In questo stesso giorno del 1960, furono uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. È una data importante, per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza.
Gli ultimi dati ISTAT riportano: quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). Numeri sconvolgenti se si considera che a praticare le violenze siano stati partner o ex partner: nel dettaglio, su una cifra di 3 milioni di donne, la violenza è avvenuta nel 5,2% dei casi dall’attuale partner e nel 18,9% dei casi da un ex partner. Ma la voglia di riscatto e difesa è altissima: il 41,7% delle vittime ha lasciato il proprio compagno proprio in seguito alle violenze subite. Questi dati, oltre a dimostrare quanto sia effettivamente grave la situazione italiana, fanno anche luce su un sistema operativo di prevenzione e protezione che è efficiente e capillare, anche grazie a leggi sempre più restrittive.
Violenza sulle donne: tutti i numeri
Le forme di violenza subite dalle donne e rilevate dall’ISTAT non riguardano solo la violenza fisica o sessuale, le forme più gravi in assoluto, ma anche forme di abusi di diversa tipologia: minacce (12,3%), spintonate (11,5%), schiaffi, calci e morsi (7,3%), contusioni per mezzo di oggetti (6,1%). Quanto, invece, alla violenza sessuale: il 15,6% delle donne ha subito la forma di violenza sessuale più diffusa, ovvero essere baciate, toccate o abbracciate contro la propria volontà, mentre i rapporti sessuali inflitti con la forza e contro la volontà della vittima sono al 4,7%; i tentati stupri arrivano al 3,5% e gli stupri effettivi al 3%.
Chi abusa delle donne? Oltre a partner ed ex partner, si rilevano violenze da parte dei colleghi di lavoro nel 2,5% dei casi, da parenti nel 2,6%, da amici nel 3% e da conoscenti nel 6,3% dei casi.
Preoccupante è anche la statistica di rilevazione delle violenze a carico di donne straniere viventi in Italia, poiché i dati indicano una percentuale in crescita di abusi e violenze: partner ed ex partner compiono violenza su donne straniere nel 20,4% dei casi, rispetto al 12,9% delle vittime italiane. Molte sono anche le donne straniere arrivate in Italia proprio per fuggire da una relazione violenta nel paese d’origine.
Quando rabbia, violenze e sottomissione sfociano in gesti tragici, come l’omicidio, nel caso di quello rivolto alle donne si parla di femminicidio.
I dati ISTAT del 2017, rilevati su 23 Stati dell’Unione Europea, riportavano per l’Italia il numero di 123 vittime di omicidio volontario di tipo femminicidio. Sebbene solo 4 paesi (Grecia, Polonia, Paesi Bassi e Slovenia) abbiano un tasso di femminicidio inferiore a quello italiano, con la Spagna che presenta gli stessi numeri dell’Italia, e i restanti 17 Paesi, invece, abbiano cifre preoccupanti, non cala l’allarme femminicidio: le associazioni di prevenzione alle violenze ampliano sempre più il proprio operato, anche tenendo conto del boom mediatico che ogni storia esercita sul pubblico. In tutta Europa si ripete la casistica dell’80,5% dei casi in cui il femminicidio è avvenuto per mano di persone che conoscevano la vittima (di cui il 43,9% dei casi, per mano di partner attuali o precedenti).
A Tolentino la situazione è monitorata continuamente dalle assistenti sociali dell’Ufficio Servizi Sociali comunali. In confronto agli altri anni i casi sono molto limitati e fortunatamente non sono particolarmente gravi e interessano sia cittadine italiane che straniere. Quindi, condizioni che seppur fastidiose sono risultate abbastanza lievi e che spesso si risolvono grazie ad incontri morati o terapia di coppia.
Comunque è sempre in finzione uno sportello antiviolenza di genere per informazioni e primi approcci. Lo sportello è aperto nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18 o previo appuntamento.

